web analytics

Acqua. I suggerimenti dell’esperto per berla in assoluta sicurezza

Fonte primaria della salute dell’uomo, ricca di poteri diuretici e idratanti, l’acqua costituisce il 60% del peso corporeo di un adulto. Non basta dunque fermarsi alla definizione di Ludwig Feuerbach, che alla fine del diciannovesimo secolo affermava che “l’uomo è ciò che mangia”. Il suo stato di salute dipende anche da ciò che beve, soprattutto quando l’estate è alle porte. L’acqua è il mezzo attraverso il quale l’organismo elimina le scorie, ma è anche indispensabile perché funge da ammortizzatore nelle articolazioni e nei tessuti, mantiene elastica e compatta la pelle e garantisce la consistenza del contenuto intestinale. A prescindere dal gusto, ci sono alcune indicazioni valide per tutti i consumatori. Bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno è un’indicazione valida a tutte le latitudini. Lo stesso dicasi per la frequenza dei consumi: meglio bere a intervalli regolari di trenta minuti che ingollare un litro d’acqua in un colpo solo. Quando la temperatura è più alta o se aumenta il livello di attività fisica, parimenti devono crescere gli apporti. Infine imparare a riconoscere le caratteristiche chimiche e fisiche dell’acqua attraverso l’etichetta – ph, residuo fisso e contenuto di sodio – permette di scegliere l’acqua più adatta alle proprie esigenze: di gusto e di benessere.

Acqua del rubinetto: è la così detta “acqua del Sindaco”. É buona, è controllata e garantita con ripetute analisi effettuate sia dagli Enti Acquedottistici, sia dalle Asl. Infatti, l’acqua destinata al consumo umano deve essere conforme e quindi rispettare i requisiti determinati dalla Legge (D. Lgs. 31/2001, attuazione della direttiva 93/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano). Inoltre, ha un impatto ambientale più ridotto rispetto ad altre soluzioni (no plastica, a km zero). L’Ente Acquedottistico garantisce la sua qualità fino al contatore degli stabili, mentre non è responsabile di un’eventuale variazione sia del chimismo dell’acqua, sia della qualità microbiologica che potrebbero subire delle alterazioni a causa dello stato delle tubature e dell’autoclave (ove presente). Inoltre, in alcuni casi, sebbene perfettamente sicura, può non avere tutte le caratteristiche organolettiche desiderate da chi la beve (sapore di prodotti della disinfezione – generalmente a base di cloro -, durezza un po’ alta). In questi casi, può essere utile raccoglierla in recipienti (puliti), dopo averla fatta scorrere per un po’, raffreddarla e lasciarla decantare prima di berla.

Acqua del rubinetto filtrata con brocche speciali o altri tipi di sistemi di filtrazione: Anche in questo ambito la Legge ha sistemato proprio recentemente le cose e secondo il Protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità, questi sistemi devono essere controllati e garantiti dal produttore. Alcuni sistemi sono stati certificati anche da analisi indipendenti fatte da alcune università.  Garantiscono un’acqua con un sapore più gradevole, la rendono più leggera (diminuendone la durezza) ed eliminano eventuali tracce e residui di sostanze non compatibili. Attenzione però: questi sistemi vanno usati su acqua già potabile e vanno seguite attentamente le semplici istruzioni del produttore. In particolare, non dimentichiamo di cambiare i filtri secondo quanto indicato dal produttore (generalmente ogni mese). Meglio poi se conserviamo le brocche in frigorifero, soprattutto nei mesi più caldi.

Acqua commerciale in bottiglia: In Italia ne abbiamo una grande varietà e produzione. Possiamo pertanto scegliere quella più adatta alle nostre esigenze (per contenuto e sapore) e agli eventuali consigli del medico e/o nutrizionista. In questo ambito l’etichetta è una preziosa alleata. Meglio prediligere quella conservata in bottiglie di vetro. In generale, le bottiglie devono essere conservate in luoghi freschi ed asciutti e mai sotto il sole. É opportuno non bere direttamente dalla bottiglia e nel caso lo si facesse (soprattutto per le bottiglie più piccole), usarle rapidamente e gettarle dopo l’uso, per evitare la proliferazione dei batteri.