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La Trota Iridea, miglior bioindicatore ambientale di ecosistemi acquatici

Negli  ultimi  decenni, tra i bioindicatori  di nuova generazione, i  pesci  sono  andati  assumendo  un  crescente  interesse per la valutazione della qualità  ambientale in diversi ecosistemi  acquatici continentali (fiumi, laghi, lagune costiere, estuari).  I pesci sono utili bioindicatori e possono rappresentare un sistema di allarme precoce di danni ambientali, utilizzabile anche per la valutazione dei potenziali rischi per la salute umana (Prova  di  ittiobiotossicologia regolamentata dalla Legge  Nazionale n. 319 del 10/5/1976 – Legge Merli).  L’utilizzo dei pesci come indicatori negli ecosistemi acquatici è basato sull’assunto che le specie e le comunità ittiche sono indicatori sensibili, in  grado  di  evidenziare  cambiamenti  ambientali.

Fauna ittica “indisturbata”:

  • Normale livelli ormonali (corticosteroidi e catecolamine);
  • Normale funzionamento neurotrasmettitori;
  • Normale funzionamento cellulare, lisosomi stabili, integrità genetica;
  • Assenza anomalie (deformità, pinne danneggiate, lesioni cutanee, tumori), normale comportamento, normale accrescimento.

Fauna ittica “disturbata”:

  • Incremento degli ormoni corticosteroidi e delle catecolamine (indicatori dello “stress”);
  • Danni genetici con effetti sull’assetto cromosomico (es. aumento frequenza micronuclei);
  • Aumento frequenza anomalie scheletriche, esemplari con pinne danneggiate ed altre lesioni esterne, tumori, alterazione del comportamento e dell’accrescimento.

Tra i pesci bioindicatori, la Trota Iridea è quella più sensibile alla qualità dell’acqua.

ACEA (Roma) utilizza già dagli anni ‘80 prevalentemente la trota iridea. Introdotta, in combinazione, in alcuni centri idrici per implementare la rete di monitoraggio, perché la presenza di indicatori biologici consente una maggiore affidabilità della risposta. Nel 2004 le trote divennero dei veri e propri “007” nell’ acquedotto di Roma, per segnalare attacchi chimici e batteriologici. Nell’era della guerra tecnologica, l’Acea spa, la società romana che gestisce la rete idrica ed elettrica, ha messo in campo un sistema di monitoraggio biologico semplice: decine di trote iridee, una specie particolarmente sensibile alle sostanze tossiche, sono state sistemate dentro alcune vasche posizionate in punti strategici. Se fossero morte, o se fossero stati notati comportamenti anomali, i tecnici della società sarebbero entrati in azione effettuando analisi sull’acqua. Pronti a lanciare, in caso di esito positivo, l’allarme in pochi minuti.