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Format SIMA: “Qualità dell’Aria e Salute Pubblica”

“Qualità dell’Aria e Salute Pubblica” è il nuovo Format della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) creato per formare, informare e sensibilizzare su questo tema gli Amministratori Locali, le PMI e i Decision Maker dei territori interessati all’iniziativa. Numerose tappe che toccheranno tutta Italia, seguendo un percorso virtuoso in cui le aree a maggior tasso di inquinamento saranno le prime ad essere coinvolte: Brescia, Como, Bergamo, Milano, Mantova e poi tutti i Capoluoghi di Regione Italiani. Ogni evento, patrocinato dalle Regioni ospitanti, vede la partecipazione di Istituzioni regionali e locali, autorità accademiche ed esperti scientifici della materia. 

L’inquinamento atmosferico è riconosciuto come uno dei principali fattori di rischio ambientale per la salute umana. Studi dimostrano che in molte aree europee  l’attesa di vita è ridotta di un anno a causa dell’inquinamento atmosferico e che il 90% della popolazione che vive in aree urbane è esposta a livelli non sicuri di inquinanti.  L’emergenza riguarda in particolar modo le grandi aree urbane, dove è massima l’antropizzazione del territorio e dove è più elevata l’esposizione della popolazione agli inquinanti atmosferici, quali il particolato (PM10 e PM2,5), l’ozono e il biossido di azoto (NO2), riconosciuti come i maggiori responsabili degli effetti sulla salute umana, come denunciato anche dall’OMS.  L’ultimo rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dal titolo “Ambient Air Pollution: a global assessment of exposure and burden of disease”, pubblicato a settembre 2016, sottolinea la rilevanza dell’inquinamento atmosferico (outdoor e indoor) quale principale fattore di rischio ambientale per la salute della popolazione mondiale.  Poiché si stima che nei Paesi sviluppati la popolazione passi il 90% del proprio tempo in ambiente chiuso (case, uffici e scuole), la qualità dell’aria negli ambienti indoor diventa cruciale per la  salute e per il benessere.  L’aria è essa stessa ambiente e come tale deve essere preservata e protetta tramite leggi ma anche grazie all’impegno di ognuno di noi e alla nostra costante pressione sull’opinione pubblica, affinché, Stati e Governi di tutto il mondo inizino davvero a percorrere strade virtuose per la salvaguardia del Pianeta e di chi lo abita, uomini, animali e vegetali.  L’inquinamento dell’aria indoor da parte di agenti chimico-fisici  e biologici ha effetti sul sistema respiratorio, provoca allergie e asma, disturbi a livello del sistema immunitario e ha inoltre effetti nocivi anche sul sistema cardiovascolare e sistema nervoso oltre che su cute e mucose esposte.  I bambini sono i più esposti ai rischi dovuti alla cattiva areazione della casa perché hanno una frequenza respiratoria maggiore a quella degli adulti e il loro sistema respiratorio, in fase di sviluppo, li rende più esposti alle allergie. Nei locali dove soggiornano o riposano è consigliato areare i locali per ottenere il completo ricambio dell’aria ogni 4 – 6 ore. La temperatura ideale per la cameretta del bambino è compresa tra i 18° e i 20° e il tasso di umidità dovrebbe aggirarsi tra il 45% e il 55%. L’aria interna è fondamentalmente la stessa di quella esterna, ma cambiano quantità e tipi di contaminanti: infatti, a quelli esterni si aggiungono quelli propri degli ambienti interni. L’aria indoor può essere in generale più inquinata rispetto a quella outdoor (altrimenti della aria ambiente) perché: 1. gli inquinanti esterni vengono intrappolati e si accumulano; 2. vi sono inquinanti propri delle abitazioni; 3. le varie attività umane (cottura dei cibi, pulizia della casa, ecc.) contribuiscono alle emissioni di ulteriori inquinanti. Nelle nostre case sono presenti inquinanti sia in fase gas che in fase particellare. I gas di combustione (NOx, SO2, CO)  sono quelli provenienti dall’esterno (generati soprattutto da emissioni da traffico ed emissioni industriali) ma possono anche essere generati internamente per esempio attraverso processi quali la cottura dei cibi. Vi sono poi i composti organici volatili ovvero i COV: questi includono la formaldeide (ritenuta cancerogena certa) e molte sostanze presenti, ad esempio, nei prodotti per la pulizia della casa (detersivi, detergenti, deodoranti, ecc.). Le particelle di dimensioni più piccole, ovvero il PM10 e il PM2.5 (PM10=particolato atmosferico con diametro aerodinamico inferiore a 10 micron; PM2.5= particolato atmosferico con diametro aerodinamico inferiore a 2.5 micron)  sono quelle più pericolose per la salute umana perché, soprattutto quelle più fini (PM2.5) sono in grado di penetrare all’interno del sistema respiratorio raggiungendo gli alveoli polmonari.  Il PM ha  effetti avversi sul sistema respiratorio ma non solo. Le Particelle interferiscono anche con meccanismi biochimici e molecolari dell’organismo capaci di favorire la comparsa o di aggravare l’andamento di numerose malattie cardiovascolari e polmonari. Le particelle possono provenire sia dall’esterno che essere generate internamente: si pensi per esempio alla polvere domestica che può accumularsi sulle varie superfici o all’interno dei tappeti e che può essere rilasciata nell’aria anche utilizzando in maniera non propriamente corretta gli aspirapolveri (per esempio perché non si effettua la pulizia dei filtri). Quando cuciniamo, quando bruciamo legna nel caminetto o nella stufa oppure quando effettuiamo le normali operazioni di pulizia della casa, produciamo e disperdiamo particelle. Inoltre le particelle possono anche essere secondarie ovvero si formano a partire dai precursori gassosi, cioè i COV: queste sono generalmente molto fini e rappresentano perciò un rischio per la salute umana. E’ importante inoltre sottolineare che non è importante solo la concentrazione in massa delle particelle ma è fondamentale conoscerne la composizione chimica. Questo viene fatto raccogliendo le particelle su filtro attraverso opportuni sistemi di aspirazione e sottoponendo poi i filtri ad analisi chimiche. All’interno del particolato atmosferico sono presenti infatti  alcuni inquinanti da considerare prioritari dal punto di vista tossicologico (quali i metalli pesanti e diverse sostanze organiche come ad es. gli idrocarburi policiclici aromatici – IPA, una classe di sostanze che include il benzo-a-pirene, cancerogeno certo). Altri inquinanti indoor sono rappresentati da tutte quelle sostanze (inclusi gli IPA) emessi dalla combustione del tabacco. Altre sorgenti pericolose responsabili di emissione di inquinanti sia in fase gas che in fase particellare sono le candele di paraffina e i profumatori per la casa.

 I principali inquinanti indoor con i quali veniamo ogni giorno in contatto sono:

Principali inquinanti chimico-fisici

  • gas di combustione (NOx, SO2, CO) (provenienti sia dall’esterno, sia generati internamente); particolato atmosferico aero-disperso (proveniente sia dall’esterno, sia generato internamente, inclusa la polvere domestica e le particelle secondarie che si formano dai precursori gassosi, cioè i COV);
  • composti organici volatili COV (inclusi la formaldeide e le sostanze presenti nei prodotti per la pulizia della casa);
  • idrocarburi policiclici aromatici (IPA), generati principalmente da combustione di legna (caminetti, stufe);
  • fumo passivo da combustione di tabacco;

Inquinanti biologici:

  • batteri, virus, pollini, acari;
  • residui biologici;
  • composti allergenici.

Gli agenti biologici inquinanti negli spazi indoor sono molto eterogenei e comprendono pollini e spore delle piante, batteri, funghi, alghe e alcuni protozoi. La loro presenza è ricollegabile a un eccesso di umidità e ad una ventilazione inadeguata. La ventilazione riduce la concentrazione degli inquinanti, sia chimici sia biologici, e permette di controllare la temperatura e l’umidità all’interno degli edifici. Infatti, sono numerosi gli studi che hanno individuato una relazione tra la ventilazione delle case e le condizioni di salute delle persone che le abitano.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che le morti per inquinamento sono 1 milione e 340 mila all’anno, con un incremento del 16% dal 2004 al 2008. Di questi decessi, 150 mila l’anno si verificano in Europa e 12 mila in Italia. Le attività umane in un ambiente confinante (indoor) producono anche CO2, il cui eccesso è responsabile di episodi di sonnolenza (alle volte alunni svogliati sui banchi di scuola lo sono perché nell’aula non vi è il giusto ricambio d’aria). Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Environmental Health Perspectives delle Università di Harvard e Syracuse, all’aumentare del tasso di CO2 in una stanza diminuiscono le performance cognitive. Ad essere colpite sono soprattutto le abilità di usare le informazioni, di rispondere alle crisi e di elaborare strategie. Per evitare di incorrere in queste spiacevoli situazioni è necessario arieggiare i locali in cui soggiornano persone più volte al giorno (4 – 5 volte/dì) per almeno 5 minuti.